Il caldo ti fa buono
Mentre la nostrana informazione "tradizionale" sembra catalizzata quasi esclusivamente da 3 argomenti fondamentali - il meteo, le (solite) leggi ad personam di Berlusconi e la schedatura dei bambini rom -, è attraverso la Rete che, fortunatamente, continua a rimanere vigile (e, se possibile, a propagarsi) l'attenzione ai temi del Lavoro, al di là delle semplicistiche teorie sulla "Produttività" emerse nelle settimane scorse.
E finalmente, ogni tanto, anche dal mondo del Lavoro arriva qualche buona notizia.
Una, per esempio, è che ci sono aziende che pagano i propri stagisti fino a 1000 euro netti al mese - tanto che viene quasi voglia di farsi prendere in stage lì anziché in co.co.pro. da qualche altra parte -. Ma non si tratta soltanto di 4 o 5 "mosche bianche", magari piccole imprese a conduzione familiare dove il luogo comune vorrebbe che ai lavoratori venissero sempre offerte condizioni migliori, no: si parla di colossi come la Magneti Marelli, la Kellogg's, la Alfa Romeo, Procter & Gamble, Philips, Nestlè, L'Oreal... In alcuni casi addirittura con buoni pasto o mensa inclusa.
La fonte è il blog della nostra amica Eleonora Voltolina La Repubblica Degli Stagisti, divenuto ormai il punto di riferimento per tutti gli stagisti d'Italia, che proprio in questi giorni ha festeggiato il raggiungimento 'storico' di quota 100 "buoni", ovvero coloro che
possano traghettare i giovani nel mondo del lavoro senza per forza sfruttarli. Un esempio di come la rotta possa essere cambiata, con un piccolo sforzo da parte di tutti: da parte dei giovani, che dovrebbero diventare un po' più coscienti del loro valore e cominciare a chiedere rimborsi spesa adeguati e a rifiutare stage gratuiti; e da parte delle aziende, che dovrebbero accettare di rinunciare a una piccola parte del proprio guadagno.
Già, «un piccolo sforzo da parte di tutti» che, come abbiamo sempre sostenuto, è la principale - se non l'unica, al momento - chiave di volta per provare a uscire dal guado che si è creato nel settore dell'occupazione in Italia.
E adesso sotto con i CV e le lettere di accompagnamento e... in bocca allo stage!
Alessio

