Il blog della prima Community dei "Milleuristi & (S)Contenti"

11 giugno 2009

Precari... da manuale

L'immagine che i Media ci hanno restituito dei giovani precari (cioè di noi stessi) in questi anni è stata spesso contaminata dalla "Sindrome del Confessionale", quella strana forma di virus i cui sintomi più evidenti sono: tendenza all'autocommiserazione, tendenza all'autoreferenzialità e tendenza all'autoprivazione di qualsiasi responsabilità, individuale e collettiva, nella speranza che sia il Televoto - cioè qualcun altro - a cambiare per sempre il proprio destino. Forse perché i giovani precari intraprendenti e dinamici (che ci sono), o quelli ottimisti e autoironici (che ci sono) non sono così facilmente rivendibili sul mercato dell'audience e non sono sufficientemente "mostri da prima pagina".

La Rete, però, fortunatamente non ragiona solo in termini di audience e "mostri in prima pagina", e capita così di trovare spunti e stimoli decisamente diversi da quelli proposti dal mainstream, come nel caso del Manuale del Giovane Precario, una sorta di sit-com prodotta da Bonsai TV e distribuita su Yalp! che punta a rovesciare il luogo comune benpensante del "bamboccione tutto piagnistei e fancazzismo" smitizzandolo con una buona dose di humor e sarcasmo.
Si tratta di una serie di videoclip dedicati agli aspetti più proverbiali dell'essere precario, dall'affitto alle prospettive, dall'assunzione alla fuga dei cervelli, accompagnati da consigli pratici e spunti di divertimento e di riflessione. Per rendervi l'idea, vi propongo di seguito l'episodio dedicato alla flessibilità: se vi piace, trovate tutti gli altri in questa pagina.
Perché, non dimenticatelo, si possono prendere terribilmente sul serio i propri problemi anche senza prendere terribilmente sul serio se stessi...

Rossella

19 maggio 2009

Angeli E Demoni


Quanti sono i Demoni (= gli spettri, gli spauracchi, i timori... insomma: i "cattivi consiglieri") che popolano oggi il mondo del Lavoro? Decine, centinaia, forse anche migliaia. E il loro numero, purtroppo, anziché diminuire tende ad aumentare giorno per giorno - «E' la Crisi, baby!»: non ce lo ripetono forse 24 ore su 24? -, tra salari che crollano al tappeto e meriti sempre più sottovalutati.

Oggi, però, per ciascuno di questi Demoni potrebbe esserci un Angelo disponibile a soccorrere chiunque abbia bisogno di un aiuto, di un supporto, di un sostegno morale ma anche concreto per orientarsi con più consapevolezza nelle "alte sfere" della propria carriera.
L'iniziativa, non a caso, si chiama Job Angels e a promuoverla è Massimo Rosa, un head hunter esperto di Risorse Umane e Nuovi Media. Una sinergia, quella tra HR e Web 2.0, che ha portato alla creazione di una piattaforma Wiki completamente nuova (e del tutto gratuita!) per chiedere informazioni e consigli utili a professionisti del settore nel modo più semplice, veloce e diretto possibile.

Rivolgersi ai Job Angels è semplicissimo: basta compilare un form inserendo la propria testimonianza e/o la propria domanda e aspettare che qualcuno degli esperti in linea - o anche dei normali lettori con una conoscenza specifica della problematica sottoposta - risponda cliccando sul link Aiuta questo utente a margine di ogni richiesta pervenuta.
Nessuna coda agli sportelli, nessuna tessera da sottoscrivere, nessun numero di telefono al quale sperare di trovare un operatore "umano" (in tutti i sensi) anziché una voce preregistrata.
Qui potete trovare tutti i dettagli di questo Social Network For Job, che ovviamente non possiamo non salutare e sostenere con enorme piacere.
E che abbiate bisogno di un aiuto o che possiate essere voi in grado di darlo, la prima regola del mondo del Lavoro è che l'unione fa davvero la forza. Cerchiamo di non dimenticarcelo.

Alessio

24 aprile 2009

Un po' noi... un po' no


Eravamo quattro amici al bar...
E lo siamo ancora, per fortuna (o purtroppo? Ormai sono 4 anni: non riuscirei a immaginare neanche il mio matrimonio durare così tanto!): ci chiamiamo Rossella, Claudio, Alessio e Matteo.
Al Cinema, da oggi, siamo diventati 3, e ci chiamiamo Beatrice, Matteo - che però sarebbe Claudio - e Francesco, e viviamo storie un po' diverse dalle nostre, ma sempre storie della Generazione Mille Euro. Storie di lavoro e di opportunità, di amori e malumori, di risate e incazzature.
Fa comunque un effetto strano vedersi scorrere davanti un altro "te stesso" sul grande schermo, anche se è un effetto a cui - almeno noi Milleuristi - siamo ormai fin troppo abituati nella vita di tutti i giorni. Ma finalmente si parla di noi "gggiòvani trentenni" non soltanto come di quelli che vivono per le canne e il motorino e passano le giornate tra il divano e lo psicologo, ma che hanno soprattutto la voglia di trovare uno spazio, anche piccolo purché accogliente, per crearsi un presente e un futuro.

Ci vediamo (in tutti i sensi) al Cinema... ;)

Rossella


18 aprile 2009

Decreto Salva-Precari: chi l'ha visto?

Era il 13 marzo quando tutti gli organi d'informazione lo avevano annunciato con la stessa enfasi riservata abitualmente alle vittorie della Nazionale ai Mondiali di Calcio: prime pagine sui quotidiani, prime notizie nei telegiornali, un profluvio di spot (auto)celebrativi e una collezione di sorrisi (auto)compiaciuti - da parte del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi e dei suoi sedicenti colleghi di Governo - che nemmeno nei gloriosi album dei calciatori Panini.
Il lungimirante Decreto Salva-Precari, insomma, era stato talmente ben equipaggiato di effetti speciali di serie che in molti, tra cui il sottoscritto, si erano quasi lasciati illudere che in tale manovra (politica e mediatica) potesse esserci un qualche spiraglio di flexicurity...

Peccato solo che il decreto, da perfetto kolossal hollywoodiano qual era stato presentato, abbia poi conosciuto una gestazione ben più sommersa e travagliata di quanto non lasciasse intendere la sbandierata propaganda di Regime.
Era aggiornamento del 17 marzo - me lo segnala Barbara - che il Parlamento avesse infatti giudicato "inammissibili" i provvedimenti proposti e ne avesse immediatamente forzato la soppressione. Curiosamente, però, nessuno di coloro che ne avevano con tanto zelo esaltato la magnificenza ne aveva poi con altrettanto zelo celebrato il fallimento dopo appena 4 giorni: cercando informazioni su Google e Google News, se ne trova traccia soltanto sull'Unità.it, su La Stampa.it, su Rassegna.it e sul sito della C.I.F.A., che in comunicato del 23 marzo annunciava che l'emendamento sugli ammortizzatori sociali sembrerebbe in realtà essere stato ripescato dietro le pressioni dei Sindacati, già disposti «sul piede di guerra».

A un problema intrinseco di fondo (il Decreto Salva Precari, a oggi, esiste o non esiste? No, perché qualcosa a qualcuno cambia), insomma, si aggiunge quello - peraltro ormai ampiamente risaputo e, purtroppo, quasi definitivamente metabolizzato come "normalità" - della discontinuità e della mancanza di trasparenza del flusso di notizie.
Sarà anche "l'Era di Internet" e dell'"Informazione Globale", ma chissà perché, quando si vanno a toccare certi tasti, l'accesso a fonti immediate, sicure e affidabili rimane ancora una remota chimera...

Claudio

06 aprile 2009

In Rete sventola bandiera bianca

Poco fa, in una vecchia cartella di backup che mi ero salvata chissà quando prima di cambiare computer e passare al netbook (naturalmente comprato sottocosto su eBay dopo avere venduto quello vecchio, con tanto di scanner e stampante), ho trovato un file con dei miei vecchi siti preferiti, tra cui tutti quelli classificati alla voce Lavoro. Così mi è venuta istintivamente la curiosità di riaprirli tutti - alcuni ho continuato a seguirli regolarmente, ma di altri confesso che avevo perso ogni traccia - e lo spettacolo che mi si è parato di fronte non è stato certo dei più consolanti.
La stragrande maggioranza di quelli dedicati in modo specifico al Precariato, infatti, o non esiste più o non è più aggiornata dalla Notte dei Tempi: mi riferisco, solo per fare qualche esempio, a SOS Precari, a Le Faremo Sapere, a Precariare Stanca o a Cinicamente Trentenni... Un'ecatombe di piattaforme originariamente nate sotto i migliori auspici di raccogliere testimonianze, fornire aiuto e consulenza, scambiare idee e opinioni, e arenatesi purtroppo dopo appena pochi mesi come se le problematiche di cui volevano farsi portavoce fossero di colpo state risolte.

In realtà, lo sappiamo bene, quelle problematiche non solo non sono state risolte, ma sono addirittura peggiorate. E allora perché tirarsi indietro? Perché alzare bandiera bianca? Perché rinunciare a impegnarsi ancora per una causa comune? Per mancanza di tempo, di voglia o di motivazioni? Perché si voleva semplicemente cavalcare una moda, e al cambio di stagione si è corsi dietro alla moda successiva? Perché "Non ne vale la pena, tanto non cambierà mai niente"?
Mi piacerebbe saperlo. Solo, non vorrei che avessimo migliaia di Precari (o di disoccupati) in più, come testimoniano le recenti statistiche, e centinaia di voci di Precari in meno. Preferisco pensare che chi aveva promosso quelle iniziative abbia semplicemente deciso di portarle avanti sotto qualche altra forma da qualche altra parte...

Rossella

13 marzo 2009

Il 20% del primo passo

Io non ho votato questo Governo, ma mi sono sempre ripromesso che se avesse fatto qualcosa di buono in favore dei lavoratori precari e atipici sarei stato il primo a riconoscerlo.
Ed è notizia di oggi che il Consiglio dei Ministri ha varato un nuovo pacchetto di ammortizzatori sociali per coloro che, avendo un unico committente, passano da una collaborazione in co.co.pro. a uno stato di disoccupazione. Per loro è prevista un'indennità una tantum pari al 20% dell'ultima retribuzione annuale (prima era il 10%), in un intervallo che va dai 1.000 ai 2.600 euro.
Lasciando da parte ogni pregiudizio e ogni preconcetto, un ammortizzatore sociale che raddoppia il suo valore è pur sempre un ammortizzatore sociale che raddoppia il suo valore.

Certo: non è un rimedio e non è una soluzione. E' un palliativo temporaneo, il 20% di un primo passo che andava comunque compiuto.
Per questo, mi sembra disarmante che - soprattutto in un momento come questo - la Nidil, che negli ultimi 3 anni non ha fatto altro che pontificare sterili dottrine demagogiche e difendere i suoi precari come se fossero gli unici di "Serie A", non abbia di meglio da commentare che «Si tratta solo di un'elemosina insufficiente».
E' ovvio che per i precari serve molto di più un sistema del lavoro meritocratico, trasparente, dove la formazione scolastica e (soprattutto) universitaria costituisce un titolo spendibile nella ricerca di un impiego e dove esiste la possibilità di passare dalla "gavetta" alla "carriera" come è successo per tutte le generazioni precedenti alla nostra. E' ovvio che erogare una indennità una tantum del 20% dell'ultima retribuzione annuale all'interno di un range compreso tra i 1.000 e i 2.600 euro significa che solo pochi fortunati otterranno 2.600 euro, mentre tutti gli altri ne otterranno 1.000 e molti altri ancora non avranno diritto a ottenere neanche quelli. E' ovvio che se si combattesse una volta per tutte l'evasione fiscale forse ci sarebbero soldi a sufficienza per varare ammortizzatori sociali per i prossimi 30 anni...
E allora? Ciò significa che finché non può realizzarsi tutto non deve realizzarsi niente?

Claudio

11 marzo 2009

Censimento Pentimento

Ho appena finito di leggere questo post sul blog della Rete Nazionale Ricercatori Precari, e confrontandolo con questo articolo sul sito di RaiNews24 mi rendo conto innanzitutto che io su Brunetta continuo a non sapere che cosa pensare: è davvero "il difensore degli onesti" o è davvero "un ipocrita par@ç#£o"?
Provo a ripercorrere le fasi salienti della sua odierna partecipazione a Matrix - peraltro, complimenti a chi gli gestisce il blog, se non altro dimostra di conoscere minimamente il linguaggio del web 2.0 - e non c'è verso di chiarirmi le idee: tanta (troppa) demagogia, tante (troppe) promesse di chissà quale rivoluzione, e poi guardiamoci intorno... Sono esattamente 10 mesi che è in carica e continua a lanciare anatemi contro fannulloni e burocrati, ma non mi sembra che sia poi cambiato granché.

Ciò su cui credo di avere le idee un po' più lucide, invece, è il progetto di Censimento dei Precari. Che sostengo a pieno titolo, ma dove trovo che talvolta ci sia ipocrisia non soltanto da parte delle Istituzioni, ma anche da parte di noi stessi Precari, che prima rivendichiamo il diritto a essere "contati" per essere (forse) "tutelati", ma che nel momento in cui poi ci viene data l'opportunità di metterci la faccia - chissà perché - ci tiriamo spesso indietro e anzi: ci lamentiamo se gli altri non si fanno "contare" anche al posto nostro. Come succedeva a scuola quando si bigiava.
In fondo, non serve che ad attivare il Censimento sia necessariamente un Ministro: per esempio, il sito Anagrafe Precari lo ha lanciato già da anni, eppure gli iscritti sono la miseria di 1.645, a fronte di una stima di oltre 3 milioni e mezzo. Com'è possibile?
Ecco, io penso che il Censimento dei Precari sia un po' come gli scioperi: basta che si tiri indietro anche soltanto una sola persona per annullarne completamente l'utilità. E c'è poco da nascondersi (in tutti i sensi): di Precari che non hanno nessuna intenzione di essere registrati e monitorati ce ne sono a decine, a centinaia, forse a migliaia.

Quindi, purtroppo, abbiamo voglia a pretendere che il Ministro Brunetta non faccia di tutta l'erba un fascio: forse, invece, per assurdo sarebbe meglio cominciare a provare a diventare davvero "di tutta l'erba un fascio"...

Rossella