Il blog della prima Community dei "Milleuristi & (S)Contenti"

04 settembre 2007

Nel nome del "Vaffa"

Ci siamo quasi: ancora pochi giorni e a Bologna (e in molte altre città d'Italia) si svolgerà il tanto atteso V-Day, ideato e organizzato da Beppe Grillo per manifestare contro le impunità, la stratificazione delle legislature e l'assenza di elezione diretta del nostro Parlamento.
L'8 settembre sarà, dunque, una data importante per "farsi vedere" e "farsi sentire", così come lo sarà, nelle intenzioni, il 20 ottobre per quanti vogliono opporsi al protocollo sul Welfare proposto dal Governo.
Forse.
Perché ho ancora negli occhi la Manifestazione Nazionale dei Precari lo scorso 4 novembre a Roma: 200mila partecipanti (più diversi esponenti dello stesso Governo, un po' come potrebbe succedere il prossimo 20 ottobre), tantissimo entusiasmo, prime pagine sui giornali e servizi-fiume nei telegiornali per che cosa? Per ritrovarci, oggi, un anno dopo, a reclamare le stesse identiche garanzie, a rivendicare gli stessi identici diritti, a giocarci la carta del "Ritenta! Sarai più fortunato!" un po' come succede nei giochi a quiz e nel gratta&vinci.

Al che mi domando: ha ancora senso la manifestazione di piazza in un Paese come l'Italia dove "non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere" e "non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire"?
Scendere per la strada a gridare il proprio «Vaffanculo!» è l'arma di Davide contro Golia o di Don Chisciotte contro i Mulini a Vento?
Eventualmente, quali altre alternative esistono o si potrebbero escogitare?
E' un ragionamento su cui sto cercando di farmi un'idea più precisa ormai da molto tempo e che, ovviamente, muove dalla presa di coscienza che in Italia è sufficiente una persona in Parlamento per fermarne 200mila in piazza...
Voi come la pensate?

Claudio

4 Comments:

Anonymous Generoso Urciuoli said...

Ci sono vari livelli emotivi per affrontare questo discorso. E poi, l'atroce dubbio: scendere o non scenere in piazza?
IO ho quasi quarant'anni, continuo a essere atipico, perchè è l'unico modo che ho per poter vivere del mio lavoro (ambito culturale). Ormai è una scelta forzata, perchè riqualificarmi e rinsermi nel mercato è ancora più dura di dover lavorare in questo modo. Scendere in piazza, e per quale motivo? Per lamentarmi, per esserci, per dare un segnale? Motivi giusti, ma poi, in realtà,la mia/nostra presenza viene strumetalizzato da chi dovrebbe potare avanti i miei/mostri interessi.Visto la massa di persone che spostano...avranno più peso politico, ma per chi? Per loro stessi. E' un giro vizioso? Sono sceso in piazza moltissime volte e man mano che scendevo mi rendevo conto che, intanto, non cambiava nulla.

14:11

 
Anonymous silvia said...

In risposta al commento sull'opportunità di scendere o non scendere in piazza sono giunta alla conclusione che fare massa critica è l'unico modo di non essere strumentalizzati dai partiti e peggio ancora essere paternalisticamente trattati da "sfigati" senza via di ritorno.
Se non ci sentiamo rappresentati dai sindacati (sensazione mi pare molto diffusa) in qualche modo dobbiamo farci sentire altrimenti e coalizzarci. Se ognuno si lamenta a spot non si risolve nulla.
Mi chiedo però : se si va in piazza il 20 ottobre, per cosa protestiamo? Il rischio è di essere confusi con quelli che scendono in piazza contro la riforma delle pensioni e non come quelli che ritengono che il protocollo sia decisamente insufficiente per dare un segnale positivo a noi (cioè i precari)!
Bisogna assolutamente fare qualcosa, ci stanno chiudendo in una gabbia di cinismo, di individualismo e di assenza di ideali. In nome della nostra dignità, facciamo qualcosa!!!!

19:26

 
Anonymous Massimo said...

Caro Claudio, miglior post non potevi scrivere. Io la penso allo stesso tuo modo. Qui puoi trovare l'ultimo mio pensiero: http://www.altrimenti.ilcannocchiale.it/post/1599892.html
Anche sul V-Day ho le mie perplessità. Non credo che la situazione post V-Day cambierà. Ci vuole una persona, dall'alto, che abbia il coraggio di cambiare l'Italia. Ma, finora, non la vedo. O agiamo come i francesi, in occasione del loro CPE, oppure rimarremo precari. Aspettando la manna dal cielo (?!?).

12:09

 
Anonymous Anonimo said...

l'italia è finita, per chi non ha amici o posizioni di potere! rendiamoci conto e non illudiamoci mai! Noi, o i sogni ce li costruiamo altrove o è meglio...non sognare!

21:51

 

Posta un commento

<< Home