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17 settembre 2007

Somministratori di Lavoro

Dimenticatevi la parola "Interinale": adesso il lavoro trovato per Agenzia si chiama "Somministrato". In cosa consiste? Ce lo rivela una recente inchiesta di AltroConsumo:

Il funzionamento è abbastanza semplice: l’agenzia, denominata somministratore, recluta sul mercato mano d’opera e prestazioni professionali e le mette a disposizione dei suoi clienti (le aziende), i quali vengono chiamati utilizzatori proprio perché acquistano dall'agenzia il diritto a utilizzare, dirigere e controllare il lavoratore. Quest'ultimo, viene assunto e pagato dall’agenzia, che lo dirotta dall'utilizzatore, il quale quindi non è il suo datore di lavoro ma cliente dell’agenzia. Le assunzioni sono prevalentemente a tempo determinato e solo nei casi espressamente ammessi dalla legge si può essere assunti dall'agenzia a tempo indeterminato. La legge, però, stabilisce anche i casi in cui non è possibile da parte di aziende assumere lavoratori con un contratto di somministrazione:

- per sostituire dipendenti in sciopero;

- nelle aziende che nei precedenti sei mesi abbiano ridotto il personale, licenziando lavoratori con uguali mansioni, o abbiano fatto ricorso alla cassa integrazione (sono possibili deroghe concordate in sede sindacale);

- in aziende che non hanno fatto la valutazione dei rischi.

Di fatto il lavoro somministrato sostituisce quello interinale; rispetto al lavoro interinale la legge sul lavoro somministrato concede alcuni vantaggi alle aziende: è sufficiente infatti che uno dichiari una necessità legata a una "ragione di carattere oggettivo" per poter beneficiare di lavoratori a prestito senza limite sul loro utilizzo, anche solo per svolgere l'ordinaria attività.

Il dato interessante dell'inchiesta, naturalmente, è rappresentato comunque dai risultati: su 15 agenzie di "somministrazione di lavoro" dislocate in 6 capoluoghi italiani (Roma, Milano, Torino, Bari, Bologna e Napoli) emerge un quadro complessivo della realtà ben diverso, ovviamente, da quello sbandierato attraverso slogan e pubblicità. Non solo: la penalizzazione principale che colpisce il lavoratore "somministrato" riguarda proprio la retribuzione:

Nelle buste paga dei lavoratori temporanei possono mancare cifre che oscillano dai 40 agli 80 euro mensili. Le differenze più frequenti riguardano il calcolo dei ratei di ferie, rol (ore di recupero), festività soppresse, tredicesima e quattordicesima e festività cadenti durante la settimana lavorativa, che in diversi casi non vengono considerate come 8 ore.

Insomma: leggete anche voi tutta l'inchiesta e traete le vostre conclusioni.
La mia sensazione è che stia davvero diluviando sul bagnato...

Alessio

4 Comments:

Anonymous Anonimo said...

La solita presa in giro .... è scioccante e avvilente notare come invece di aiutare i lavoratori si cerchino nuove soluzioni per prenderlo in giro.... mi chiedo se siano persone quelli che concepiscono simili trappole lavorative...se lo sono valgono molto poco...

12:45

 
Anonymous Carlo said...

Mi chiedo a quali soluzioni lavorative arriveremo di questo passo ... meno male che in parlamento da tutti i fronti politici si parla di lotta al precariato. Grazie!

14:28

 
Anonymous Anonimo said...

E già...sembra che invece di combattere il precariato lo stiano incitando ancora di più... meno male che prima delle elezioni avevano proclamato come prioritaria la lotta al precariato...ieri alla vetrina di un negozio ho letto un brutto annuncio...carcasi stagista commessa....senza parole!!!

14:22

 
Anonymous Anonimo said...

A sentire i mezzi di comunicazione di massa, quali tv e giornali,sembra che in Italia il problema del precariato nemmeno esista...Sembra che tutto vada a gonfie vele sul fronte lavoro. Per la politica il vero problema dell'ultimo anno è stato quello delle coppie di fatto(pacs, dico e compagnia, ma voi pensate che importi davvero a qualcuno?). E il risultato è questo: continuare sulla stessa linea, cioè sempre più precariato, sempre meno capacità di pianificare il futuro...

12:43

 

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