Il blog della prima Community dei "Milleuristi & (S)Contenti"

06 giugno 2008

Il bianco e il nero

«Statali: licenziamenti per i falsi malati e per chi non accetta il trasferimento»
[fonte: Corriere.it]

«Schiavi delle lancette: come riprendersi la vita e liberarsi dal lavoro inutile»
[fonte: Metro]

Due facce della stessa medaglia, due soluzioni allo stesso problema, due estremi opposti convergenti verso lo stesso obiettivo: letteralmente, «aumentare la produttività sul lavoro».
Da una parte c'è la proposta di Renato Brunetta, neo-Ministro per la Funzione Pubblica, che suggerisce di licenziare i lavoratori pubblici che, ritenuti in esubero nella propria sede («perché non più funzionali alla struttura o perchè inutili sotto il profilo della competenza e della professionalità»), rifiutino di essere trasferiti altrove. Come a dire: chi non se ne vuole andare, se ne deve andare.
Dall'altra c'è Tim Ferriss, «un ex yuppie californiano che ha scritto un libro dal seduttivo titolo "4 Ore Alla Settimana: Ricchi E Felici Lavorando 10 Volte Meno"» e «che parla alla maggioranza che fatica per campare» suggerendo «i trucchi per lavorare meno cambiando le cattive abitudini», vale a dire delegare le decisioni irrilevanti, evitare riunioni sprecatempo, coltivare l'"ignoranza selettiva" (pochi giornali, tv e internet, mail non più di due volte al giorno) e gestire a distanza gli affari.

E' evidente: da una parte c'è l'Italia e dall'altra l'America, nel bene e nel male.
Al centro c'è una situazione che sta diventando sempre più complessa, articolata, oscura e rovinosa: la crisi del mondo del lavoro. In Italia come in America.
Per assurdo, in Italia l'approccio di Ferriss sarebbe esattamente l'anticamera del provvedimento di Brunetta (provate a rifiutare le riunioni sprecatempo e a controllare la posta al massimo 2 volte al giorno, per vedere che effetti ha sulla vostra reputation).
Quando si dice che «c'è di mezzo il mare»... In questo caso, l'Oceano.

Alessio

8 Comments:

Anonymous Sandro Viuuulenza! said...

L’Italia non è un paese fermo. E’ che si sta pietrificando. Anzi, per essere ancora più chiari, “è una nazione di legislatori ottantenni eletti da pensionati settantenni”. E dove “tutti gli altri”, cioè chi lavora e manda avanti la baracca, semplicemente “non conta nulla”. Per questo, il Belpaese stenta. Stenta a star dietro a un mondo che corre e cambia sempre più velocemente, perché chi ha in mano le redini del potere è talmente stagionato che fatica a capire cosa sia “un microprocessore”.

Saluti

Sandro

15:22

 
Anonymous Anonimo said...

Da noi i corsi per non sprecare tempo sarebbero adoperati per poltrire di più in panciolle.
Questi corsi sono nati per aiutare la gente oberata di lavoro ad ottimizzare l'uso del proprio tempo al lavoro senza mettere al repentaglio quello da dedicare alla vita privata.
Caso mai da noi servirebbero dei cartelli per ricordare ai lavoratori dipendenti lavativi che durante l'orario di lavoro stanno li perchè sono pagati e non per punizione!
Ma per non fare di tutta l'erba un fascio bisogna ricordare che un lavoratore dipendete non può inventarsi il lavoro da fare da solo e ci dev'essere qualcuno che gli dica cosa fare e come farlo.
Nella PA abbiamo questo immenso sistema da cui ogni tanto arrivano messaggi di sos per carenza di personale per poi scoprire che molta gente è parcheggiata li in dei cantucci perchè nessuno sa cosa fargli fare!
Anch'io al posto di quei dipendenti fortunati con stipendio fisso e benefit vari data l'aria che si respira nel paese me ne starei buono buono nel mio angolino aspettando di arrivare alla pensione e cercando di godendomi la situazione.
D'altro canto come cittadino utente/cliente dei servizi pubblici vorrei che l'azienda a cui mi rivolgo lavorasse sul suo personale per metterne a frutto le capacità ma forse anche molti dirigenti sono li nei loro cantucci ad aspettare buoni buoni la pensione :))

15:43

 
Anonymous MICHI said...

ONESTAMENTE PENSO CHE IL PROBLEMA ITALIA VADA RICERCATO MOLTO LONTANO, IN SPECIAL MODO IL PROBLEMA DELLA PA.
PER ANNI L'ITALIANO MEDIO HA VIVACCHIATO DI PRIVILEGI A DISCAPITO DI LAVORATORI COMPETENTI E VOLENTEROSI CHE INVECE DOVEVANO ACCONTENTARSI DI FARE TUTT'ALTRO E SENZA LAMENTELE.PER ANNI QUESTI PRIVILEGI CLIENTELARI E SE MI PASSATE IL TERMINE, UN Pò MAFISI, HANNO GESTITO LUOGHI PUBBLICI CREANDO SISTEMI INEFFICENTI ED IMPRODUTTIVI, NEMMENO IO VOGLIO FARE DI TUTTA UN ERBA UN FASCIO, SAREBBE INGIUSTO E CMQ NON AVREBBE SENSO MA IL PROBLEMA C'è E DA PARECCHIO TEMPO, NE SONO LA PROVA LE NUMEROSE PENSIONI D'INVALIDITà INESISTENTI DATE A IOSA, LE PENSIONI DATE A CHI AVEVA RICOPERTO RUOLI PUBBLICI PER 15/19 ANNI, LE COSì DETTE PENSIONI BABY E VIA DICENDO.TUTTO QUESTO ELERGIRE HA PRODOTTO UN BUCO ALL'INPS CHE ORA NOI GIOVANI DOBBIAMO OVVIARE ATTRAVERSO SOLUZIONI ALTERNATIVE COME LE PENSIONI INTEGRATIVE, PERCHè NON CI SONO PIù I FONDI PER AVERE UNA PENSIONE DIGNITOSA...
DUE MESI FA CIRCA L STESSO EPIFANI, SEGRETARIO DELLA CGIL, HA ESPRESSO UN CONCETTO SUL "FANNULONISMO" AFFERMANDO CHE ANDAVA DISINCENTIVATO PREMIANDO QUELLI CHE IL LAVORO FANNO BENE, IO DIREI CHE PREMIARE CHI LAVORA BENE è DEMAGOIA VISTO CHE SIAMO GIà PAGATI PER LAVORARE BENE, PER PRODURRE EFFICENTEMENTE BENI E SERVIZI, DIREI CHE FORSE UNA BUONA DOSE DI AUTOCRITICA DA PARTE DEL SINDACATO SIA NECESSARIA, VISTO CHE MOLTI DI QUEI LAVORATORI SONO STATI PROTETTI PROPRIO DA SINDACALISTI "IMBUCATI"...IO LAVORO NEL SINDACATO, CREDO NELLA NECESSITà DELLA SUA ESITENZA MA AUTOCRITICAMENTE AVVERTO IL BISOGNO DI UN PROFONDO CAMBIAMENTO CHE PARTA ANCHE DA QUESTE COSE, IL BISOGNO DI RIPORTARE I VALORI DEL LAVORO COME DIGNITà PERSONALE E COLLETIVA, ATTRAVERSO UNA SPINTA CULTURALE DIVERSA, CHE NON SI BASI SOLO SUL MERO INTEESSE PERSONALE, MA SULL'INTERESSE COLLETIVO SE NON ALTRO PER I NOSTRI FIGLI O NIPOTI, A QUESTO PUNTO...

22:56

 
Anonymous Anonimo said...

Mi sono accorto della debolezza della mia posizione di precario un giorno mentre andando a lavoro e rimuginavo sui mesi di stipendio arretrati mi sono trovato a passare vicino ad una manifestazione sindacale.
Ho avuto un misto di sentimenti quali rancore, rabbia, solitudine ed invidia nel vedere tutte quelle persone insieme unite per i loro diritti mentre io me la dovevo cavare con le mie forze.
Son passati circa 5 anni da quella presa di coscienza e da allora ho rivoluzionato la mia vita lavorativa iniziando a trattare le persone e le aziende che mi offrono lavoro in maniera pragmatica guardando a ciò che mi offrono e che mi danno tagliando i rapporti con le mele marce.
All'inizio della mia carriera lavorativa pensavo solo a fare bene il mio lavoro credendo che ciò bastasse a migliorare la mia situazione contrattuale e renumerativa,
Purtroppo ho invece visto che essere bravi in un'azienda di balordi è come regalare le perle ai porci.
Gente che con scuse infinite ti tiene attaccato ad un lavoro perché gli servi ma che non ha mai le risorse per pagarti quanto pattuito.
Gente con cui fai contratti per determinati lavori che poi credono di aver diritto di disturbati a qualsiasi ora o ancora che per una cifra forfettaria per un lavoro possano tenerti attaccato vita natural durante fino a quando hanno bisogno di te!
Tipi del genere ne ho incontrati e per un certo periodo mi sono anche tappato il naso pensando che col tempo se avevano un barlume di intelligenza si sarebbero comportati meglio.
Ma non è successo niente anzi magari sono peggiorati e come cigliegina sulla torta hanno fatto drammi e minacce da film americano quando li ho mollati.
Naturalmente non avendo le palle ne i soldi da regalare ad avvocati tutte le minacce sono rimaste parole ed un pò dei mal di pancia che mi hanno regalato negli anni son tornati ai rispettivi mittenti.

01:05

 
Anonymous Anonimo said...

Ha ragone Michi a dire che servirebbe una svolta (io direi una rivoluzione) culturale che anteponga l'interesse collettivo a quello personale, ma non mi sembra che la maggioranza del paese sia di questa opinone, visto che continua a votare il partito di chi vuole solo avere le mani libere per fare gli affari propri e che non esita a fare leggi mirate esplicitamente ad evitare solo di andare in galera (adesso vedremo come finisce con le intercettazioni telefoniche...). Ricordo solo en passant che Brunetta fa parte proprio di quel partito. Da che pulpito...

15:44

 
Anonymous Anonimo said...

Se ha vinto un certo partito quest'anno è stato perché gli altri che erano già al governo non erano più credibili.
Una cosa l'abbiamo imparata e che al potere ci vanno solo quelli che vogliono fare i propri interessi.
Noi siamo solo quello che loro chiamano bacino elettorale e siamo abbastanza semplici da manovrare:
1) far promesse durante le elezioni (sapendo già che una volta eletti non le manterranno)
2) se si vuole essere proprio certi e si è già al governo protrarre qualche problema di interesse generale e risolverlo subito prima che comincino le elezioni in maniera che il bacino si ricordi di quanto sono stati bravi (se il precedente governo l'avesse potuto fare in realtà non ci sarebbero state manco le elezioni).
3) comparire sempre in tv a raccontare verità comode, mezze verità e bugie per intortare nuovi bacini di giovani elettori che non possono avere memoria di chi hanno davanti e vecchietti pronti a credere a chiunque parli in loro favore magari perché non ricordano manco cos'hanno mangiato a colazione.
La politica dovrebbe regolare la vita della nazione in meglio o nel meno peggio invece stiamo sempre più accorgendosi in un crescente dicotomico fra due classi i privilegiati e tutti gli altri.
L'assurdo è che per metterci fumo negli occhi continuano a dirci loro quali sono i nostri problemi mettendoci gli uni contro gli altri (dividit et imperia):
1) non possiamo mantenere lo stesso stato pensionistico dei nostri nonni perché dicono che loro ci hanno marciato e campano troppo a lungo
2) i nuovi pensionati non possono pretendere un buono stato pensionistico perché i giovani sono pochi e non hanno voglia di lavorare (sti fetenti accettano contratti a progetto con due lire di contributi) (io sono fra questi non ve la prendete :P)
3) i giovani (c'è gente vicina alla pensione oramai) non possono pretendere lavoro stabile e di farsi un futuro perché i loro nonni si mangiano tutto il welfare in pensioni (pensate dov'erano molti giovani se non c'erano genitori e nonni a dargli una mano, ora starebbero ad ingrassare le schiere della malavita)
4) i colpevoli sono gli anziani dipendenti che hanno dei contratti di ferro e che nessuno può cacciare (se un'azienda li volesse far evaporare lo farebbe ma magari gli conviene tenerseli) e quindi se loro non se ne vanno non possono entrare nuove leve (naturalmente precarie a vita!)
5) vogliono toglierci i nostri diritti (questa è vera) immettendo sempre più persone con contratti precari e renderci ricattabili. Il problema è che invece di pigliarsela con le direzioni se la pigliano con noi precari!

16:26

 
Anonymous Anonimo said...

ne ho le palle piene di questa pagliacciata di paese gestito da ipocriti e raccomandati! Una vergogna vivere qui!

22:00

 
Anonymous Anonimo said...

Al ministro Gelmini:
sono un fortunato dipendente di un'azienda privata di questo straordinario Paese. Lavoro per 50 ore alla settimana per € 1130 nette al mese.

Tenuto conto dei futuri aumenti di stipendio, chiedo di poter ottenere una cattedra da settembre 2008.

Ringrazio e porgo cordiali saluti!

11:42

 

Posta un commento

<< Home