Il blog della prima Community dei "Milleuristi & (S)Contenti"

02 settembre 2008

Dove eravamo rimasti?

Bene (si fa per dire), rieccoci.
In realtà Alessio non si è mai mosso da Milano - quest'anno ha perfino bigiato il Meeting di Rimini senza spiegare esattamente se fosse in crisi mistica o semplicemente turistica -, mentre Rossella, Matteo e io ci siamo fatti una settimana low-cost a Valencia e un altro paio, ancora più low-cost, ciascuno a casa propria. Cioè dei propri genitori, ovviamente: non sia mai che poi ci tocca scomodare qualche insigne luminare economista proprio durante le ferie estive per fargli rimettere mano alle sue teorie sui «Bamboccioni»...

Anzi. Giusto per tirare benzina sul fuoco (o per far piovere sul bagnato), quest'estate ha tenuto banco sui media il caso - piuttosto bizzarro, per usare un eufemismo - del ragazzo di 36 anni laureato in Ingegneria che, non avendo ancora trovato «un lavoro confacente al suo titolo di studio», ha portato il padre in Tribunale per spillargli un assegno mensile di 2.000 euro più altri 57.000 euro di arretrati più un risarcimento di un milione per «disinteresse morale e materiale». L'operazione pare essersi risolta a sfavore del ragazzo con una disfatta su tutti i fronti, ma è servita quantomeno a risvegliare un po' i torpori critici annebbiati da pagine e pagine (e ore e ore) di gossip balneari.
In sostanza, che posizione si deve assumere - da Precari, e dunque da «siamo tutti sulla stessa barca» - di fronte a una situazione del genere? Essere solidali a prescindere perché sappiamo bene cosa significa non trovare «un lavoro confacente al proprio titolo di studio»? Essere solidali con riserva perché, in fondo, "ci ha provato", ma poteva almeno essere un tantino meno 'esuberante' nelle sue richieste per ovvie ragioni di ritegno? O, piuttosto, incazzarsi, e non per lui e per le sue richieste bensì perché questa (dei fancazzisti mantenuti) è sempre e comunque l'immagine di noi che passa attraverso televisioni e giornali?
Perché se per una storia di simile delirio ce ne sono 100 di impegno e intraprendenza si parla sempre, soltanto e comunque di quell'unica di simile delirio?

Insomma, forse è proprio vero: è inutile che ci affanniamo tanto.
Per quanto lontano possiamo andare - in vacanza o nella vita -, alla fine rimaniamo costantemente nello stesso punto.

Claudio

12 Comments:

Blogger Wil said...

Eila, complimenti per il Progetto ... 1000 euro sono un po' pochini, soprattutto a fronte della crescita del costo della vita, decisamente più ampio rispetto allo stipendio netto!

Anche se questo periodo ha segnato il record per incremento di cash ai dipendenti ... Ce ne vogliono di aumenti per rimettere le cose al proprio posto.

Inoltre ...

Ti invito a partecipare all'iniziativa digitale

"IO NON LODO! Contro la Violenza e l'Abbandono della Costituzione Italiana"

al link

http://nonleggerlo.blogspot.com/2008/08/io-non-lodo_18.html

Grazie, fammi sapere.
Wil

15:26

 
Anonymous Anonimo said...

Lo scandalo è non avere più sul territorio enti pubblici ed aziende private capaci di valorizzare figure come scienziati, ingegneri ecc. ecc.
Chi era un pò più furbo e non era raccomandato ha già preso la strada per l'estero a noi rimangono solo i figli ed i generi di papà e mammà con tanta boria ma nulla da offrire.
Lavorare in italia significa finire alle dipendenze di certi inetti o tentare la strada dell'impresa privata scontrandosi dall'inizio alla fine dei propri giorni con gli inghippi del bel paese.

08:00

 
Anonymous Anonimo said...

in questo cesso di paese oltre ai paraculati,raccomandati,e drogati restano pure PURTROPPO, tutti noi che non possiamo permetterci di andare all'estero e restiamo qui frustrati e senza speranza!
Io come molti, spero che questo paese vada in malora!

21:30

 
Anonymous Anonimo said...

Una volta c'erano i poveri e questi bene o male consci della loro condizione sapevano come campare.
Oggi noi invece non sappiamo più che cosa siamo consci solo di esser considerati vacche da latte o peggio da macello di qualche impresa senza scrupoli.
Ci abbindolano per bene con bei discorsi puntando sulla nostra positività e speranze per ottenere tutto da noi anche i mezzi per lavorare ce li fan pagare di tasca nostra (cosa per cui una volta sarebbero andati in galera).
Ci vergognamo di dire in giro che a 30, 40 o 50 anni non abbiamo un posto fisso ma siamo dei co.co.pro. o cose del genere.
Ci vergognamo a dovere aprire una partita iva od addirittura una ditta e dire di essere imprenditori da poco più di 1000 euro al mese.
Ci vergognamo di avere una coscienza che ci impedisce di metter su una famiglia come la natura ci imporrebbe.
Ci vergognamo di essere dei falliti socialmente.
Noi ci vergognamo delle imprese in cui lavoriamo incapaci di valorizzarci e motivare.

04:33

 
Anonymous Michi said...

cari "ragazzi" da 100 euro al mese, direi che il tema toccato in questo post sia il centro di tutto, centro in cui convergono le crisi, socio-culturali, socio-politiche, socio-istituzionali che la nostra ben amata, apatica, opportunista ed ipocrita Italia sta vivendo.
Viviamo una crisi forte in cui non sono più pochi quelli che ne soffrono, ma anzi, il numero sta aumentando in modo esponenziale.
Una volta ho detto a mia madre, ancora quando ero una ragazzina ingnara:" siete voi, la vostra generazione che sta rovinando la nostra, voi con quelle parole"io devo a mio figlio quello che io non ho potuto avere". Quella generazione che ha vissuto il dopo guerra di miserie ma, a differenza nostra, con tanta voglia di fare.
Noi generazione di 30 enni ci ritroviamo senza niente, senza la possibilità di lottare..non ne abbiamo gli strumenti.
Da un lato ci sono i"bamboccioni" che, di che si dica esistono, io li vedo li conosco, gente che non è disposta a sudare per avere, non è disposta al sacrificio perchè non è capace di sacrificarsi grazie ai genitori suddetti, dall'altra abbiamo chi per poter ottenere qualcosa suda, spinge,graffia...ma non raggiunge alcun risultato, probabilmente perchè"i bamboccioni" figli di mamma hanno trovato la scorciatoia per raggiungere l'obbiettivo.
Tutto questo è ingiusto ed immeritorio, ci ritroviamo con una società portata avanti da chi vive di espedienti e chi ha i meriti se ne sta a casa.
é vero anche che bisogna sapersi accontentare, che se non hai il lavoro per cui ha sgobbato per tanti anni puoi trovarne un altro, magari in fabbrica, ma è vero anche che c'è troppa gente che non ha sgobbato ma che il posto d'elite ce l'ha...ingiustizie continue in una società che si contraddice ogni volta che fiata...
Il lavoro deve essere dignitoso e dare dignità a chi lavora, qualsiasi esso sia, senza demonizzare chi fa, ci sono molti laureati che fanno lavori umili e per questo non si sentono sviliti, il problema è che chi invece ha il desiderio, l'ambizione per fare e dare di più non può farlo per l'Italia non conosce il merito delle proprie teste, non investe in risorse tecnologiche,non ha la voglia di sfruttare le capacità dei nostri giovani lasciandoli ad una deriva apatica.
Michi

12:13

 
Anonymous Silvia said...

siete sempre capaci di cogliere il mio stesso cinico e rassegnato stato d'animo...strano ma vero,la cosa mi conforta.

15:26

 
Anonymous Anonimo said...

Rispondo a Michi: da buon 1000 eurosta con la mia buona laurea in Economia il mio buon (e pure inutile, a posteriori) master in business administration, posso pure lavorare in fabbrica (in passato ho fatto qualcosa del genere: il magazziniere.... ero chiamato dottor muletto!)ma creo inefficienza perchè potrei essere più produttivo in ruoli impiegatizi o direttivi! Chiaro, si può fare di necessità virtù.... però non è una soluzione al problema!

21:06

 
Anonymous Anonimo said...

Siamo passati dai mezzadri ai co.co.pro. in fondo l'italia cambia cambia pe' rimanere sempre uguale.

23:06

 
Anonymous Anonimo said...

No siamo passati da una scuola in sfacelo, da un'università scandalosamente inutile da Master per polli e gonzi e da tutto questo abbiamo raggiunto l'equilibrio perfetto: la disoccupazione! Amen!

21:17

 
Anonymous Anonimo said...

Magari bisognerebbe avere più fiducia nelle proprie capacità e nelle proprie aspirazioni senza cercare di seguire le mode ma la propria testa ed il cuore.

03:03

 
Anonymous Anonimo said...

Sicuramente le aspirazioni e gli ideali sono fondamentali e fanno parte di ognuno di noi! Ma nella vita di tutti i giorni bisogna essere pratici, a volte, per sopravvivere. Mettiamoci nei panni di 2 categorie di persone:

La prima: laureato disoccupato da anni che vorrebbe fare un determinato lavoro (quello che lo appassiona) ma non riesce a farsi assumere: potrà mai entrare nel mondo del lavoro italiano? (la domanda è retorica...)

La seconda: laureato che lavora ma svolge un lavoro di ripiego (accettato perchè non trova il lavoro a cui aspira) A questo gruppo appartengono: ingegneri che fanno gli operai, "economisti" che fanno i camerieri o le hostess/promoter.... Queste persone potranno in futuro trovare l'occupazione a cui aspirano o per la quale hanno studiato? No! perchè in Italia se incominci a lavorare come ... operatore ecologico, andrai in pensione come operatore ecologico! Indipendentemente dalla situazione contingente dalla persona. Questa in sintesi la situazione italiana!

15:55

 
Anonymous Anonimo said...

Se voglio fare un mestiere ma non trovo nessuno che mi voglia assumere ho due alternative:

1) mi attappo il naso e accetto o propongo un contratto di apprendistato o a progetto o in nero presso uno studio e mi faccio le ossa e conosco gente del campo di mio interesse

2) apro un'attività in proprio

sarebbe sempre meglio che l'apprendistato seguisse l'attività in proprio tanto per imparare il mestiere quanto per fare conoscenze.

Se si ha la fortuna di lavorare per gente furba passato 6 mesi un anno vi faranno un contratto coi fiocchi per tenervi.

Se incontrate degli stupidi disonesti potrete sempre rubargli competente e clienti sotto il naso.

18:57

 

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