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19 maggio 2009

Angeli E Demoni


Quanti sono i Demoni (= gli spettri, gli spauracchi, i timori... insomma: i "cattivi consiglieri") che popolano oggi il mondo del Lavoro? Decine, centinaia, forse anche migliaia. E il loro numero, purtroppo, anziché diminuire tende ad aumentare giorno per giorno - «E' la Crisi, baby!»: non ce lo ripetono forse 24 ore su 24? -, tra salari che crollano al tappeto e meriti sempre più sottovalutati.

Oggi, però, per ciascuno di questi Demoni potrebbe esserci un Angelo disponibile a soccorrere chiunque abbia bisogno di un aiuto, di un supporto, di un sostegno morale ma anche concreto per orientarsi con più consapevolezza nelle "alte sfere" della propria carriera.
L'iniziativa, non a caso, si chiama Job Angels e a promuoverla è Massimo Rosa, un head hunter esperto di Risorse Umane e Nuovi Media. Una sinergia, quella tra HR e Web 2.0, che ha portato alla creazione di una piattaforma Wiki completamente nuova (e del tutto gratuita!) per chiedere informazioni e consigli utili a professionisti del settore nel modo più semplice, veloce e diretto possibile.

Rivolgersi ai Job Angels è semplicissimo: basta compilare un form inserendo la propria testimonianza e/o la propria domanda e aspettare che qualcuno degli esperti in linea - o anche dei normali lettori con una conoscenza specifica della problematica sottoposta - risponda cliccando sul link Aiuta questo utente a margine di ogni richiesta pervenuta.
Nessuna coda agli sportelli, nessuna tessera da sottoscrivere, nessun numero di telefono al quale sperare di trovare un operatore "umano" (in tutti i sensi) anziché una voce preregistrata.
Qui potete trovare tutti i dettagli di questo Social Network For Job, che ovviamente non possiamo non salutare e sostenere con enorme piacere.
E che abbiate bisogno di un aiuto o che possiate essere voi in grado di darlo, la prima regola del mondo del Lavoro è che l'unione fa davvero la forza. Cerchiamo di non dimenticarcelo.

Alessio

8 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Una testimonianza su cui riflettere (non è spam):
http://www.youtube.com/watch?v=lh9Pp2o5u78

13:32

 
Anonymous Anonimo said...

Eh si...la crisi è davvero superata, chissà perché apro i giornali e leggo cose del tipo "Calo record nelle vendite al dettaglio"....mistero!!!

11:47

 
Anonymous Anonimo said...

Non si vende nulla: cali del 30-40%
Ancora un paio di mesi e siamo in mezzo alla strada!
Quasi quasi torno all'utilissima facoltà di economia e mi metto a dormire sul banco (cosa che avrei dovuto fare mentre ero studente!)

21:25

 
Anonymous Anonimo said...

Fai bene a tornare in facoltà...è sicuramente utile, soprattutto adesso che è allo studio l'abolizione del valore legale della laurea!!!

13:16

 
Anonymous Anonimo said...

Sapete qual'è il vantaggio di tornare all'Università? Le grandi risate! Mette il buon'umore!
Mi metto in prima fila e rido in faccia al docente!

22:03

 
Anonymous Anonimo said...

Fonte: http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/forli/2009/06/03/185600-assume_laureato_grazie.shtml


Assume un laureato? No, grazie
Le aziende non vogliono titoli

Da anni è ormai evidente che il famoso ‘pezzo di carta’ non è un passaporto per un posto di lavoro. Le ultime previsioni occupazionali parlano di una media del 14% di assunzioni. Le imprese chiedono inglese e informatica.
Forlì, 3 giugno 2009 - Laureato cerca lavoro. La fila dei disoccupati con la pergamena in mano è di 1461 giovani in tutta la provincia, 676 solo a Forlì. Tante sono le persone che hanno lasciato il curriculum ai Centri provinciali per l’Impiego, ma la lista è ancora più lunga se si considerano quelli che bussano alla porta delle agenzie di lavoro interinale. Da anni è ormai evidente che il famoso ‘pezzo di carta’ non è un passaporto per un posto al sole. Anzi.

Quando si chiede agli imprenditori di indicare i profili professonali richiesti (lo fa l’indagine Excelsior), i ‘preferiti’ sono quelli senza titoli di studio. Le ultime previsioni occupazionali parlano di 597 laureati messi sotto contratto a fronte di 2 mila 493 lavoratori privi di qualifiche. La media degli ultimi tre anni è stata il 14%. Segno che è modesta la capacità di assorbimento di risorse intellettuali da parte del sistema produttivo. Considerazione rimarcata dal recente rapporto sull’economia curato dalla Camera di commercio: la percentuale delle assunzioni qualificate (diploma e laurea) è il 49,2%, contro il 61% di Bologna e il 57,2% di Reggio Emilia.

Secondo una ricerca di Alma Laurea, le aziende romagnole chiedono la conoscenza dell’inglese e di un’altra lingua straniera, di sapersela cavare con le tecnologie informatiche, avere capacità relazionali e organizzative. Ma nella torta complessiva degli assunti, resta ridotta la fetta dei più titolati. Appena due anni fa, in base ai dati ministeriali, erano oltre 9 mila 300 gli studenti universitari iscritti alle facoltà italiane, residenti in provincia di Forlì-Cesena. Anche considerando che una parte non giunga a conclusione degli studi, è possibile che si ingrossi il fenomeno della disoccupazione intellettuale.

Negli ultimi anni tuttavia si registrano dei progressi. Il servizio Alma Laurea dell’Università ha svolto un’indagine fra i laureati delle quattro facoltà forlivesi. A cinque anni dal conseguimento del titolo, la grande maggioranza era al lavoro. Tutti o quasi quelli usciti da Economia e Ingegneria. Tre su quattro che hanno completato gli studi nel polo forlivese, a un quinquennio dalla laurea lavorano in Emilia-Romagna. Sempre più spesso lo sportello del Career Service attivato dall’Università si rivela uno strumento utile: l’11% dei neo laureati ha agguantato un posto di lavoro in questo modo.

Ma se si chiede agli ex studenti l’attinenza fra il percorso di studi e l’attività svolta, fa capolino l’altro lato della medaglia. Soprattutto i laureati a Scienze Politiche segnalano un’occupazione assai distante da quanto appreso. Non è raro che giovani che hanno studiato fino a 24-25 anni si trovino a fare i camerieri o i pony express. Ogni lavoro ha dignità, sia chiaro; comunque è un’esperienza. Però questo divario mette in luce oltre a inefficienze del sistema universitario anche un problema della nostra struttura industriale. Formare un laureato è molto costoso, è un grave spreco e ingenera frustrazioni il fatto che non si utilizzi al meglio per le sue capacità.


di Fabio Gavelli

11:21

 
Anonymous Anonimo said...

Diciamocelo: l'economia italiana regredisce se le aziende sono composte da ignoranti che non sanno neppure scrivere in corretto italiano o formattare una cella di excel!
Persone che non sanno proiettare una presentazione di Power Point (proiettare, non fare....) e neppure inviare una mail....

Scandaloso nel 2009!

22:58

 
Anonymous Anonimo said...

perchè a 10 anni dalla laurea continuo a pensare e credere che sia stato un periodo di vita buttato nel cesso!Che vantaggi mi ha dato?
- maggiori rogne e stress: "tu sei laureato e devi sapere di +, fare di +, sbagliare di -, prenderti le responsabilità degli altri...

- stipendio = a quello di un diplomato con lo svantaggio di avere meno contributi causa 5 anni di studio inutili!

Qualcuno mi dire un vantaggio oggettivo dell'essere Gran dottori?

15:00

 

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